Buongiorno famiglia...Come state?Spero bene.
E' da un pò di tempo che non lascio un segno sul blog e mi dispiace,ma è stato un periodo un pò così.
Ho preferito allontanarmi da Internet per non rifurgiarmici.Sarebbe stato peggio.Non so se qualcuno di voi è andato a visitare il mio blog personale,e se non ci siete andati fa nulla,ma avevo scritto chiuso per ferie.Non intendevo tanto sole,mare,spiaggia e quant'altro c'è di bello.
Semplicemente non avevo voglia di sentir nessuno.Non avevo ispirazione per scrivere e non mi è ancora tornata del tutto.E per me è molto importante.Non riesco a scrivere senza,anche se racconto la mia semplice quotidianità.Ma adesso basta parlare di me...Voi,cosa mi raccontate di bello?Ma io nulla di che.Adesso stò aspettando che ricominci l'università.Almeno mi svago un po’ di più.Ho notato che ci sono nuovi membri della famiglia.Mi fa molto piacere.Benvenuti/e a tutti/e.Spero che vi troverete bene.
C’è un’omaggio per tutti voi,ma soprattutto è dedicato al “papà”di questa famiglia:Ariete.
La favola con annessa colazione…Anche se è quasi ora di pranzo,ma tanto ci sono sempre le persone che dormono fino a tardi…
Quando l'amico vi confida il suo pensiero,non negategli la vostra approvazione,né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace,il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:nell'amicizia ogni pensiero,ogni desiderio,ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,fate che ne conosca anche la piena.Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?Cercatelo sempre nelle ore di vita.Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno,ma non il vostro vuoto.E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Gibran Kalhil Gibran


Un bacio a tutti/e e buona giornata
Buon giorno a tutti :)
erano diversi giorni che mi dicevo.....
è tantissimo che abbiamo perso una delle nostre"tradizioni di famiglia"
la colazione con fiaba annessa!!
Stamani sveglia abbastanza presto grazie a un ospite non gradito...riprendiamo a farla che ne dite?



La fiaba di oggi è
BRILLARE DI LUCE PROPRIA
Nella volta celeste il silenzio faceva da padrone. Però, come fa chi cerca, stando sul bordo di un buio pozzo, di ascoltare i rumori provenire dalle profondità, un orecchio attento avrebbe potuto sentire un pianto sommesso, come per non disturbare. Le lacrime scivolavano via, nello spazio profondo diventavano stelle, mentre la Luna sempre più disperata non riusciva a mettere fine ai suoi singhiozzi.
Di fronte al proliferare di tutte quelle stelle, il Guardiano del Sole cominciò a chiedersi il perché. Non che non gli piacessero, si intende, e’ che non ne aveva mai viste così tante nascere in così pochi istanti.
Partì per un viaggio, seguendo a ritroso tutte queste lacrime che arrivavano come un fiume in piena che va verso la foce. Arrivò alla fonte di tutta questa tristezza………..
“Ciao Luna, penso di aver capito che questo torrente di tristezza inizi qui, da te, o sbaglio?”
“ Si” disse la luna tra i singhiozzi “ho avuto millenni per pensare alla mia condizione e ho capito tante cose”.
“Cioè?” incalzò il guardiano del Sole.
“Vedi, mi sono resa conto che senza la luce del Sole, che tu conosci molto bene, sarei persa nel buio, sarei nera come il lato di me che perennemente e’ oscuro, ma forse già lo sono, in fondo che valore può avere brillare di luce riflessa…….
Il guardiano del Sole sospirò. Aveva affiancato il suo padrone dall’inizio dei tempi e non era la prima volta, ne sarebbe stata l’ultima , in cui avrebbe assistito a problemi di questo tipo.
“Ti voglio rispondere facendoti vedere una cosa” disse rivolgendosi alla Luna. “Vedi quei due giovani innamorati su quella panchina? Stanno guardando te e sognano. Sognano l’amore eterno e anche se non lo sarà questo momento che tu gli hai regalato sarà eterno. Vedi, per gli umani hai un grande valore e non perché sei illuminata dal Sole, perché se non ci fossi tu il raggio che ti colpisce, anziché evidenziare la tua bellezza, si perderebbe nell’infinito……….aver messo il piede sul tuo suolo ha dato a molti speranze di arrivare, forse dove mai sarebbero arrivati….ma ci hanno creduto! Ma se non ti basta chiediamo al mare un suo parere” .
Interpellato, il Mare fece subito sentire la sua voce…
“Ciao amica Luna a quando la prossima marea? Senza di te ci sono mari interni che non hanno ricambio con gli oceani e molti mulini si fermeranno!”
La Luna da quel giorno, brillò ancora di più e grazie a questo sulla terra tanti nuovi sogni bellissimi volarono qua e là e se qualche giorno ti ritroverai a guardarla, guarda bene e tendi una mano. Forse qualcosa la afferrerà dolcemente e ti condurrà dietro la superficie illuminata, nel lato oscuro, dove si nascondono i sogni più belli.

Buona giornata e buon fine settimana a tutti
La colazione è pronta.....oggi tutto a base di Nutella e cocco :)
dolci...croissant ...paste dolci e salate.....spremute cappucci,caffè e cioccolate calde calde.....
tutti intorno al tavolo dai......iniziamo la fiaba di oggi????
E SIA :D
C'era una volta un paese dove tutto era messo all'incontrario. Questo paese si chiamava Contrariolandia. A Contrariolandia le case avevano la porta al posto della finestra e la finestra al posto della porta così che gli abitanti dovevano entrare dalla finestra e affacciarsi alla porta. Le automobili avevano il volante dietro e il bagagliaio davanti, così che il posto di guida era dietro e i bambini stavano seduti davanti. Le biciclette avevano il manubrio in basso e i pedali in alto così che i bambini dovevano pedalare con le mani e guidare con i piedi. Gli alberi avevano le radici in alto e i rami in basso così che quando gli uccellini si posavano sui rami venivano mangiati dai leoni. I cani avevano la testa al posto della coda e la coda al posto della testa così che il guinzaglio andava attaccato alla coda e loro camminavano all'indietro. Gli uomini si vestivano con le gonne e le donne con i pantaloni così che erano le donne a portare i pantaloni. I frigoriferi scottavano e i forni facevano freddo così che bisognava mettere la Coca-Cola in forno e la pizza in frigorifero. Il mare era fatto di sabbia e la sabbia di acqua così che le navi dovevano navigare sulla spiaggia. Le strade non portavano da nessuna parte e nessuno poteva viaggiare. La luna faceva giorno e il sole faceva notte così i bimbi dormivano di giorno e stavano svegli di notte. Le cose buone erano cattive e le cose cattive erano buone così che i bimbi mangiavano solo le cose cattive. Il sale era dolce e lo zuccchero salato così che le mamme salavano le torte e zuccheravano le minestre. Le mamme si arrabbiavano sempre quando i bambini erano buoni ed erano invece buonissime quando i bambini erano cattivi. I cinema avevano lo schermo di dietro e le sedie davanti e per guardare un film bisognava tenere la testa sempre girata. Il vino era acqua e l'acqua era vino così che i bambini potevano bere solo vino.A scuola non si imparava niente e per imparare qualche cosa si doveva rimanere a casa. Le punture facevano il solletico e il solletico pungeva così che i bambini volevano sempre farsi le punture e avevano paura del solletico. I bambini non volevano mai giocare, volevano solo studiare e per farli giocare bisognava sgridarli. Il profumo puzzava e la puzza profumava così per profumare bisognava spruzzarsi un po' di puzza. I bambini volevano solo guardare il telegiornale e i genitori volevano guardare i cartoni animati così che i genitori guardavano sempre la televisione e i bambini quasi mai. Anziché dormire sul letto si dormiva sotto il letto. L'acqua asciugava e l'aria bagnava così che ci si lavava con l'aria e ci si asciugava con l'acqua. I grassi erano magri e i magri erano grassi così che i magri non dovevano mangiare e i grassi dovevano mangiare molto. A Contrariolandia le storie non finivano mai e iniziavano sempre. Per finire questa storia allora dobbiamo immaginare di partire da questo strano paese, perché lì la realtà è solo fantasia e noi dobbiamo partir di là e rientrar nella realtà.
Buon giorno a tutti naviganti spersi,buon giorno famiglia.....
buona festa della liberazione
dai tutti a sedere intorno al fuoco........tra un caffè e una fetta di torta ascoltiamo la favoletta di oggi :)
IL FAVOLIERE CHE DIVENNE FAVOLA
C’era una volta, in una terra lontana, un uomo che per lavoro scriveva favole. Favole di tutti i tipi e su qualsiasi cosa.
I bambini, quando lo incontravano per strada gli chiedevano sempre se aveva una fiaba da raccontare loro e lui raccontava sempre favole nuove e bellissime, sentendo le quali i bambini ridevano o piangevano, comunque, imparavano da quello che raccontava….e anche lui imparava….imparava ad amarli sempre di più, come fonte di innocenza e dolcezza e queste facevano da guanciali al suo cuore.
Venne un giorno in cui quest’uomo cominciò ad avere paura.
Iniziò a temere che venisse il momento in cui non avrebbe più avuto idee nuove, che la favola finisse. Questa paura lo attanagliava e ormai egli non riusciva più ad avere una vita normale. Niente riusciva a tranquillizzarlo e quindi pensò al rimedio per questo problema.
Gli venne in mente di trasformare la sua vita quotidiana in una favola, così, si disse, non potrà abbandonarmi mai.
E così fece: costruì una casa di cioccolato e caramella, con i mobili di liquirizia e i lampadari di candito, cominciando a vestirsi tutti i giorni da Mago Merlino. Costruì anche un burattino di legno che mise vicino al letto sperando che non diventasse mai uomo e riempì il giardino di nani…ne mise 14 per sicurezza…..
Cominciò anche a non uscire più di casa poiche’ aveva paura che mentre lui non c’era la sua casa potesse scomparire e con essa anche la favola.
Continuava a scrivere chiuso tra le sue mura e non vedeva più i bambini, cosicchè il suo animo cominciò a inaridirsi.
Anche i suoi amici cominciarono a non frequentarlo più e lui si sentiva sempre più solo.
Un giorno guardo’ fuori dalla finestra e vide al tramonto delle nuvole illuminate di rosa dal sole che tramontava e si rese conto che sembravano degli orsacchiotti, quindi immaginò la terra come un immenso parco giochi per grossi orsacchiotti che saltellavano allegramente. Guardò il sole tramontare e lo vide come un anziano signore che lascia questo mondo per tornare a splendere, luminoso più che mai, in un altro…..con l’arrivo della notte osservo’ la luna e vide che sembrava l’occhio di un gatto…allora immagino’ la terra come chiusa in una boccia di vetro in un mondo di gatti giganti che osservavano incuriositi gli uomini attraverso il vetro.
Si rese conto allora, che la favola era tutta intorno a lui, nella natura, in quello che poteva vedere, toccare, odorare e sentire.
Le fiabe, nate con il mondo, sarebbero vissute almeno finchè il mondo fosse esistito. Si rese anche conto che non si poteva incatenare una favola facendola vivere inscenata nella vita reale ma piuttosto si poteva avere per sempre, aprendo non solo gli occhi fisici ma anche quelli della mente. Iniziare a guardare il mondo immenso che ci circonda come un’eterna, grandiosa favola ma continuare a vivere nella realta’ reale.
Solo così le favole non avrebbero mai smesso di bussare alla porta della sua creatività.
Buon giorno Famiglia ...è tutto pronto....caffè,pane appena sfornato,la nutella non manca mai,e i croissant diffondono il loro odore dappertutto :)
ecco la fiaba di oggi :D
LE STAGIONI
Quel giorno Pablo voleva ritrarre l’autunno. La tela bianca davanti a lui sembrava la sua mente in quel momento, sgombra da ogni idea precisa, per lasciare campo libero all’istinto, come una finestra aperta.
Quando iniziò a dipingere, le immagini uscirono dal suo cervello come acqua rovesciata da un bicchiere. La figura che si andava delineando sul quadro era certo bella, ma anche in un certo senso vuota. Quel bosco autunnale era di una tristezza infinita. Gli alberi erano già quasi completamente vuoti delle loro foglie, che si radunavano in uno spesso tappeto ai loro piedi, già rinsecchite. Il cielo, di un grigio invernale, faceva da tetto a quell’immagine di solitudine silenziosa. Pablo gettò via il pennello, mancava qualcosa, si vestì e in quella calda giornata di primavera uscì di casa…….
In una casa non lontana, Vincent, osservava la tela vuota davanti a sé. Era l’inverno l’immagine che aveva in mente e la stava delineando cercando di immergervisi, dimenticando il caldo e il sole che c’erano intorno a lui.
La punta del pennello imbevuta di colore, tracciava velocemente figure sul bianco, ma quello che si andava creando era, sì un’immagine invernale ma….gli alberi spogli sembravano artigli rinsecchiti che incombevano su una terra ormai morta e dura. L’atmosfera silenziosa usciva a tutta forza dal quadro e potevi quasi sentire il vento freddo dell’inverno, guardando quell’immagine, potevi avvertire la solitudine avvolta da quel cielo plumbeo…..tutto giusto in realtà! Però mancava qualcosa!
Vincent gettò il pennello e, in quella calda giornata di primavera, uscì di casa.
Avrebbero potuto essere anche loro un’immagine da ritrarre, se ci fosse stato un terzo pittore e li avesse visti seduti su quella panchina, sotto quel pesco in fiore. Vincent osservava la natura intorno a sé, sembrava quasi volesse carpire dalla primavera un’immagine invernale. Pablo guardava nel vuoto. Fu Vincent a iniziare a parlare:
“Lei è un pittore, vero?”
“E lei come fa a saperlo?”
“Beh, intanto sono un pittore anch’io e poi una macchia sui pantaloni di un colore così particolare fa pensare! Un imbianchino non mi sembra, per cui…”
“Ha ragione, dipingo, anche se non sempre sono sicuro di quello che sono!” rispose Pablo.
“La vedo triste…alla sua età…non che l’età determini gli stati d’animo, però dispiace vederla così!”
“Quando si arriva a più di quarant’anni e l’unico amore che gira per casa sono pennelli, colori e tavolozze, si è giustificati penso!”
“Come poterle dar torto, però voglio raccontarle una cosa. Vede, alla sua età, io ero seduto su questa panchina in una giornata come questa e ero solo. Ad un tratto, dove e’ seduto lei, si sedette una bellissima giovane. Iniziammo a parlare, così per caso e negli anni a seguire continuammo a sederci insieme sulla panchina della vita. Le stagioni si susseguirono intorno a noi e su quella panchina costruimmo una famiglia. Ora sono papà e nonno . Anita, così si chiamava mia moglie, riempì la mia vita e il mio cuore d’amore. Ora lei non c’è più, è rimasta solo in alcuni ritratti che ho in casa e io, come lei, ho riversato il mio amore su pennelli e tela. Cerco di riprodurla anche adesso ma lei è come se anche nei quadri non ci fosse più anche se la sua immagine è ben fissa sulla tela. Tutto ha perso significato e il futuro è come la tela su cui inizio a dipingere, vuota!”.
“Beh, però la sua vita non è vuota. Io penso che tutto l’amore che Anita le ha dato, potrebbe riempirle anche i giorni che verranno. In una giornata in cui il sole ha risplenduto dalla mattina al tramonto, durante la sera il calore non abbandona le cose! E poi non dimentichi che una parte di lei, vive nelle persone che la circondano!”
Vincent sorrise poiché, anche se era ancora molto triste, si rese conto che quell’uomo aveva illuminato sensazioni già presenti ma nascoste nel buio, aprendo uno spiraglio nella finestra del suo cuore.
Pablo sorrise poiché nella vita di Vincent aveva visto qualcosa di fantastico, che avrebbe potuto ancora far parte della sua.
Ritornarono alle rispettive case. Pablo si mise davanti alla tela. Cominciò a dipingere e il suo paesaggio autunnale si animò, comparvero due bambini intenti a raccogliere castagne e un sole tenue ma caldo fece la sua comparsa a illuminare di rosso la natura....quando qualcuno busso' alla porta.
Vincent guardò con tristezza il suo paesaggio invernale. Quando iniziò a dipingere alcuni fiocchi comparvero nel cielo e tutto si coprì di soffice neve mentre un’allegra famiglia stava costruendo un bellissimo pupazzo di neve e sullo sfondo li attendeva una baita illuminata all’interno.….e doveva essere un camino a illuminarla, perché una delle immagini disegnate sul muro dal fuoco, si proiettò nella sua mente e un sorriso, in realtà mai dimenticato, fece la sua comparsa.
Buona giornata a chi passa :)
buon giorno famiglia :)
buon giorno naviganti spersi.........
ogni tanto mi ricordo di preparare la colazione per tutti e di raccontarvi una favoletta davanti al camino scoppiettante :P
ma prima....una piccola anticipazione :
STIAMO LAVORANDO.....O MEGLIO QUALCUNO DI FAMIGLIA STA LAVORANDO PER VOI :)
A BREVE CI SARà UNA SIMPATICA SORPRESA .......
e non dico altro per adesso prrrrrrrr :D
su su adesso tutti a fare colazione
oggi per la gioia di tanti di noi.....COLAZIONE A BASE DI NUTELLA :)

PRONTI CON I CUCCHIAI????? :D
la favoletta di oggi è
SORELLE NELL'INFINITO
Nella notte dei tempi, nell’oscurità più assoluta, in una dimensione che per noi può essere solo immaginaria, la Natura, ormai al nono mese di gravidanza, mise alla luce due bellissime sorelline.
Nei primi anni di vita le due bambine crebbero alla calda luce della madre. I giorni dell’infanzia, in una dimensione di sogno, edificarono l’anima delle due gemelle, che esplorarono l’universo e andarono oltre, scoprendo la fine dell’infinito, il luogo in cui ci sono tutte le risposte, anche alle domande che non ne hanno una.
Le due sorelle erano un medesimo ma diverso spirito. Era come se tutto quello che è buono si mescolasse perfettamente con quello che è cattivo, paradossalmente eliminando il senso di questa differenza. Non due facce della stessa medaglia, ma le facce della medaglia perfettamente mischiate l’una all’altra.
La loro magia, consisteva nel sentirsi due esseri ma allo stesso tempo uno solo.
Il loro amore reciproco non aveva paragoni, non c’erano confini alle loro emozioni perché erano infinite.
Erano convinte che niente le avrebbe mai separate e avevano la sensazione che anche se qualcosa le avesse divise, la loro unione non si sarebbe mai nettamente spezzata.
I millenni si susseguivano senza sosta, dominati dall’eterno, perché quella è la parola giusta per qualcosa che non ha fine.
Un giorno la natura si annoiò, chiamò le due figlie, alle quali non aveva ancora dato un nome e diede loro un incarico:
“Figlie mie, l’universo per noi non ha segreti e quello che si conosce troppo bene finisce per annoiare. Voi due leggete una nella mente dell’altra e io nella vostra e so che vi amate totalmente. Separarvi è un dolore, però nel mio progetto è necessario! E’ per questo che io, regina di questo regno assoluto, ho così deciso:
“tu” –rivolgendosi alla prima figlia –“farai nascere esseri che chiamerò piante, animali e esseri umani, li condurrai nel loro cammino, insegnerai loro cose, emozioni, se vorranno ascoltarti. Li vedrai crescere ma, bada bene, non li dominerai mai, dovrai accontentarti di proporre loro una serie di strade da seguire e di lasciare il libero arbitrio finale. Li vedrai cambiare aspetto sempre più fino al giorno in cui li accompagnerai da tua sorella. Ti chiamerai Vita!”
“Tu” –rivolgendosi all’altra figlia –“li prenderai per mano, quando tua sorella li porterà a te, li condurrai in un nuovo viaggio, in cui svelerai loro tante cose che avrebbero voluto capire ma non erano mai riusciti, li riscalderai durante il tragitto, calmerai i turbamenti provocati dai cambiamenti e li consegnerai infine nelle mani di tua sorella di nuovo. Tu ti chiamerai Morte!”.
Da quel momento diventarono “due volti dello stesso corpo”, ma mentre una venne vista con simpatia e quasi tutti le vollero sempre bene, l’altra accompagnando un viaggio più oscuro, venne vista con odio e con disprezzo…..e pensare che, se guardi bene, le vedi mano nella mano che volano nell’infinito.
Buon mercoledì a tutti :D



Le gallette sono di ladypink eh?non ve le rubate :)

LA FAVOLETTA DI OGGI è:
LA FIGLIA DEL SOLE
