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ehhhhhhhhhhhhhhh si si si...dopo 5 giorni di lontananza..siamo di nuovo insieme(questa volta a Gorizia) :D
ma comunque volevo dire altro in questo piccolo post....
le olimpiadi sulla Rai?beh....
BOICOTTIAMO
LE OLIMPIADI IN TV....
alla prossima,gente(tanto sto quassù per un pò :D )
arieteazzurro || 09:33 ||
sabato, 28 giugno 2008
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Ma che fine avete fatto?
Come vi capisco.Questi maledetti impegni non ci permettono più di postare e di dedicare un pò di tempo per noi...Poi si aggiunge anche,almeno a me capita,la mancanza d'ispirazione.
Che tragedia questi tempi moderni!!!
Comunque spero che tutti voi,vecchi e nuovi,state bene e con un in bocca al lupo vi saluto...
Un bacione...
A presto...
Fadili || 22:24 ||
venerdì, 16 maggio 2008
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riflessioni, donne, vita, ricorrenze, week end, auguri, diritti, allegria, attualitĂ , affetto, lezioni di cuore, facciamo un sorriso -
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Auguroni!!!!
Fadili || 22:45 ||
venerdì, 07 marzo 2008
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Ricevuta via mail....
Di solito odio le catene,ma questa è carina parla di solidarietà e mi ha commosso
PRIMA LEZIONE. Dopo qualche mese alla facoltà di medicina, il professore ci diede un questionario. Essendo un buon alunno risposi prontamente a tutte le domande fino a quando arrivai all'ultima che era: "Qual è il nome di battesimo della donna delle pulizie della
scuola?" Sinceramente mi pareva proprio uno scherzo. Avevo visto quella donna molte volte, era alta, capelli scuri,avrà avuto i suoi cinquant'anni, ma come avrei potuto sapere il suo nome di battesimo? Consegnai il mio test lasciando questa risposta in bianco e, poco prima che finisse la lezione, un alunno domandò se l'ultima domanda del test avrebbe contato ai fini del voto. "E' chiaro!", rispose il professore. "Nella vostra carriera voi incontrerete molte persone. Hanno tutte il loro grado d'importanza. Esse meritano la vostra attenzione, anchecon un semplice sorriso o un semplice ciao". Non dimenticai mai questa lezione ed imparai che il nome di battesimo della nostra donna delle pulizie era Marianna.
SECONDA LEZIONE. In una notte di pioggia c'era una signora di colore, al lato della strada, il temporale era tremendo. La sua auto era in panne ed aveva disperatamente bisogno di aiuto. Completamente inzuppata cominciò a fare segnali alle auto che passavano. Un giovane bianco, come se non conoscesse i conflitti razziali che laceravano gli Stati Uniti negli anni '60, si fermò per aiutarla. Il ragazzo la portò in un luogo protetto, le procurò un meccanico e Chiamò un taxi per lei. La donna sembrava avere davvero molta fretta, ma riuscì ad annotarsi l'indirizzo del suo soccorritore e a ringraziarlo. Passati sette giorni, bussarono alla porta del ragazzo. Con sua grande sorpresa era un corriere che gli consegnò unenorme pacco contenente una grande TV a colori, accompagnata da un biglietto che diceva: "Molte grazie per avermi aiutata in quella strada,quella notte.La pioggia aveva inzuppato i miei vestiti come il mio spirito e in quel momento è apparso Lei. Grazie a Lei sono riuscita ad arrivare al capezzale di mio marito moribondo poco prima che se ne andasse. Dio la benedica per avermi aiutato. Sinceramente, Mrs. King Cole" .
TERZA LEZIONE. Qualche tempo fa quando un gelato costava molto meno di oggi, un bambino di dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino. Una cameriera gli portò un bicchiere d'acqua. Quanto costa un sundae?" chiese il bambino. Cinquanta centesimi" rispose la cameriera. Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle. "Bene, quanto costa un gelato semplice?". In quel momento c'erano altre persone che aspettavano e la ragazza cominciava un po' a perdere la pazienza. "35 centesimi!" gli rispose la ragazza in maniera brusca. Il bambino contò le monete ancora una volta e disse: "Allora mi porti un gelato semplice!". La cameriera gli portò il gelato e il conto. Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e uscì. Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo cominciò a piangere Perché , ad un angolo del piatto, c'erano 15 centesimi di mancia per lei. Il bambino non chiese il Sundae per riservare la mancia alla cameriera.
QUARTA LEZIONE In tempi antichi un re fece collocare una pietra enorme in mezzo ad una strada. Quindi, nascondendosi, rimase ad osservare per vedere se qualcuno si prendeva la briga di togliere la grande roccia in mezzo alla strada. Alcuni mercanti ed altri sudditi molto ricchi passarono da lì e si limitarono a girare attorno alla pietra. Alcuni persino protestarono contro il re dicendo che non manteneva le strade pulite, ma nessuno di loro provò a muovere la pietra da lì. Ad un certo punto passò un campagnolo con un grande carico di verdure sulle spalle; avvicinandosi all'immensa roccia poggiò il carico al lato della strada tentando di rimuovere la roccia. Dopo molta fatica e sudore riuscì finalmente a muovere la pietra spostandola al bordo della strada. Tornò indietro a prendere il suo carico e notò che c'era una piccola borsa nel luogo in cui prima stava la pietra. La borsa conteneva molte monete d'oro e una lettera scritta dal re che diceva che quell'oro era per la persona che avesse rimosso la pietra dalla strada. Il campagnolo imparò quello che molti di noi neanche comprendono: "Tutti gli ostacoli sono un'opportunità per migliorare la nostra condizione".
E aggiungerei: Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia o la solitudine dell'imprigionamento, l'agonia della tortura o i morsi della fame, siete più avanti di 500 milioni di abitanti di questo mondo. Se potete andare in chiesa senza la paura di essere minacciati, arrestati, torturati o uccisi, siete più fortunati di 3 miliardi di persone di questo mondo. Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sopra la testa e un posto per dormire, siete più ricchi del 75% degli abitanti del mondo. Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e degli spiccioli da qualche parte in una ciotola, siete fra l'8% delle persone più benestanti al mondo. Se potete leggere questo messaggio, avete appena ricevuto una doppia benedizione perché qualcuno ha pensato a voi e perché non siete fra i due miliardi di persone che non sanno leggere. Qualcuno una volta ha detto: Lavora come se non avessi bisogno dei soldi. Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire. Balla come se nessuno ti stesse guardando. Canta come se nessuno ti stesse sentendo. Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.
Auguro a tutti una dolce Domenica sera
FarahSamehDan || 18:15 ||
domenica, 17 febbraio 2008
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Buon S.Valentino a tutti/e...Ricordiamoci che è la festa degli innamorati,non delle coppie...
Fadili || 23:14 ||
giovedì, 14 febbraio 2008
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Ama,
ama follemente,
ama più che puoi e se ti dicono che è peccato,
ama il tuo peccato e sarai innocente.
Fadili || 14:01 ||
domenica, 20 gennaio 2008
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Questo probabilmente dovrebbe essere appeso al tuo specchio in modo che tu lo possa leggere ogni giorno..
Puoi non crederci ma è vero al 100% ..
1. al mondo ci sono almeno due persone che morirebbero per te
2. almeno 15 persone ti vogliono bene in una qualche maniera
3. l'unica ragione per cui qualcuno potrebbe odiarti è proprio perchè vorrebbe essere come te
4. il tuo sorriso può portare gioia a chiunque, anche a qualcuno a cui non sei caro
5. ogni notte qualcuno pensa a te prima di addormentarsi
6. per qualcuno tu significhi tutto
7. tu sei speciale e unico
8. qualcuno di cui neanche conosci l'esistenza ti ama e ti ammira
9. anche quando fai l'errore più madornale ne deriva qualcosa di bello
10. quando pensi che ormai tutto il mondo ti abbia voltato le spalle,guarda di nuovo
11. ricordati sempre i complimenti che ti sono stati fatti.
E ricordati sempre: quando la vita ti offre limoni, recupera sale e tequila e fammi un fischio!! 
LogicaLineare || 19:40 ||
martedì, 08 gennaio 2008
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Ragazze stasera tutte pronte con la scopa in mano...Mi raccomando,puntuali....Ah,anche il capo famiglia è invitato,altrimenti slo carbone!!!!
Fadili || 18:24 ||
sabato, 05 gennaio 2008
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Famiglia....


Un bacione...Fabiana.
Fadili || 22:57 ||
sabato, 22 dicembre 2007
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.....solo 5 minuti. Fanno la differenza.
Tu che cosa faresti? Ricordati che TU fai la differenza.
Non cercare mai mezzi termini: non ce ne sono.
Leggi in ogni caso.
La mia domanda è: tu avresti fatto la stessa scelta che ho fatto io?
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con
problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un
discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei
presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli
pose una domanda:"Quando non viene raggiunta da interferenze esterne,
la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay
non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini.
Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il
naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?" Il
pubblico alla domanda si fece silenzioso. Il padre continuò: "Penso
che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato
fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di
realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone
trattano quel bambino." A quel punto cominciò a narrare una storia:
Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay
sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.
Shay chiese: "Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?"
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe
voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli
fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la
speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo
handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre di Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e
chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.Il
ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: "Stiamo
perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa
entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono"
Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme,
si mise su la maglia del team.
Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso
di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea
che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni
punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del nono
inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo. Anche se nessun tiro
arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di
giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da
orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti. Alla fine del
nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out
e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era
incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se
significava perdere la partita?Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva
nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.In ogni
caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la
squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico
momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così
piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo
tiro arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la
palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare
dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e
questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore.
Ma il gioco non era ancora finito.
A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe
potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e
la partita sarebbe finita.
Invece... Il tiratore lancio la palla di molto oltre l'uomo in
prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse
raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due
squadre incominciarono a gridare: "Shay corri in prima base! Corri
in prima base!" Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così
lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la
prima base con occhi spalancati dall'emozione. A quel punto tutti
urlarono:" Corri fino alla seconda base!" Prendendo fiato Shay
corse fino alla seconda trafelato.
Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra
avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più
piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter
vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la
palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui,
la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in
modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti
urlavano: "Bravo Shay, vai così! Ora corri!" Shay raggiunse la
terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo
aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay
raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. A quel punto tutti
gridarono:" Corri in prima, torna in base!!!!"
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo
sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.
"Quel giorno" disse il padre piangendo "i ragazzi di entrambe le
squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di
vero amore ed umanità".
Shay non è vissuto fino all'estate successiva. E' morto
l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe
della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre. non
dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le
raccontò di aver giocato e vinto.
ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA:
In internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail scherzose
senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si tratta di
diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo. Il crudo,
il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber spazio, ma le
discussioni pubbliche sulla decenza sono troppo spesso soppresse
nella nostre scuole e nei luoghi di lavoro.
Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di
aiutare il "naturale corso delle cose" a realizzarsi. Ogni
interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una
opportunità: passiamo una calda scintilla di amore e umanità o
rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più
freddo? Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata
in base a come tratta soprattutto i meno fortunati.
Possa questo giorno essere un giorno luminoso.
LogicaLineare || 19:59 ||
domenica, 21 ottobre 2007
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Salve gente...lo zio di Alice se ne è andato questa notte...
siamo chiusi due giorni come sempre in questi tristi momenti
siete pregati di non postare fino a lunedi pomeriggio.....
Aly....un grosso abbraccio
ti voglio bene....
arieteazzurro || 15:09 ||
sabato, 06 ottobre 2007
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Una campagna pubblicitaria che ha suscitato parecchio clamore, con commenti sia positivi che negativi, è stata quella del marchio Nolita.
Oliviero Toscani ha ritratto Isabelle Caro, una ragazza malata di anoressia, completamente nuda.
Come altre immagini del fotografo (vedi le svariate campagne pubblicitarie Benetton che ritraevano, ad esempio, un prete ed una suora che si baciavano oppure un malato di Aids nel letto di un ospedale) queste sono dirette tanto quanto un pugno nello stomaco.
Il Ministro della Salute Livia Turco ha detto "Apprezzo sinceramente sia i contenuti che le modalità di realizzazione. Un'iniziativa come questa è uno strumento da prendere in assoluta considerazione, è in grado di aprire efficacemente un canale comunicativo originale e privilegiato, idoneo a favorire un'assunzione di responsabilità verso il dramma dell'anoressia".
Giorgio Armani esprime un desiderio: "Vorrei poter conoscere questa persona per capire i motivi che l'hanno portata all'anoressia - e afferma - Credo che queste campagne con immagini così dure e crude siano giuste, opportune".
Stefano Dolce e Domenico Gabbana sono anch'essi a favore di questa campagna: "Finalmente qualcuno dice la verità sull'anoressia, cioè non è un problema della moda, ma un problema psichiatrico".
Di parere totalmente opposto Fabiola De Clercq, presidente dell'Aba (Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e i disordini alimentari): "Una ragazza in quelle condizioni dovrebbe essere in terapia, in ospedale, inoltre, nelle ragazze malate non suscita un effetto positivo. Anzi, credo sia esagerato mostrare in modo così crudo quel corpo. Molte di loro possono pensare di poter diventare più magre e provare una sorta di invidia nei confronti della modella anoressica fotografata per una pubblicità. Questa campagna pubblicitaria fatta così non ha senso. Dovrebbe, invece, far vedere la gravità della malattia di quella ragazza".
Difficile effettivamente quanto possa essere positiva questa campagna pubblicitaria... sul numero in edicola questa settimana di Vanity Fair c'è un'intervista a Isabelle Caro.
Leggere le sue parole è stato forse ancora più doloroso che guardare le sue foto...
NON giratevi dall'altra parte
di Silvia Nucini
Direte "che schifo", vi girerete dall'altra parte, coprirete gli occhi ai bambini perchè non vedano. Penserete che non ci si può ridurre così per entrare in un jeans taglia 38, per essere alla moda, diventare una "katemoss" come tante. E sbaglierete. Perchè non è un caso se il ministro della Salute Livia Turco ha deciso di patrocinare questa campagna. Ma soprattutto perchè, anche se è la testimonial di un marchio (Nolita) che fa moda, la storia di Isabelle - la ragazza che vi sta tirando un pugno nello stomaco da queste pagine, e che continuerà a darvi fastidio da altri giornali, e dai cartelloni pubblicitari che incontrerete ogni mattina camminando per la strada - con la moda e le modelle e tutta quella roba lì non c'entra niente.
Quella di Isabelle è un'assurda storia d'amore, che comincia quando sua madre perde la testa per un famoso artista francese "di cui non farò mai il nome", alla fine degli anni Settanta.
Il primo problema è che lei è sposata, il secondo che suo marito e il suo amante sono amici, il terzo che rimane incinta. Il marito è un omone grande e grosso, l'amante piccolo e charmant e Isabelle nasce minuscola, e di questa gracilità la mamma è illogicamente fiera, perchè è l'unico segno tangibile che quella bambina è frutto dell'amore. Illegittimo, ma pur sempre più amore di quell'affetto stanco che prova per l'uomo che riconosce la bambina e le fa da padre.
Isabelle cresce, ma neanche poi tanto, chiusa in una casa di campagna dove nessuno viene mai e ogni spiffero è coperto con gli stracci perchè "l'aria fa diventare grandi". Per lo stesso motivo la bambina ha sempre scarpe strette, vestiti minuscoli e, le poche volte che mette il naso fuori casa, la faccia coperta con cinque sciarpe diverse.
Il padre biologico - ignaro di tutto - piano piano scompare, quello anagrafico è sempre in viaggio e la mamma pensa che si debba ovviare in qualche modo a quella solitudine tutta femminile prendendo in affido per l'estate dei bambini. "Arrivò una ragazzina della mia età, ma non giocavamo mai insieme. Mamma la portava a fare delle passeggiate e la lasciava correre in giardino. Io, invece, dovevo rimanere in casa". Dopo i bambini è il turno degli animali: "Gatti e galline, tantissimi. Poi ci fu un'epidemia. Morivano, la mamma li lasciava marcire in giardino e a me diceva che erano scappati. Io, per farla contenta, fingevo di crederci".
A sei anni Isabelle dovrebbe andare a scuola, ma la mamma, maestra, decide che studierà a casa. L'unico insegnante che vede, due volte la settimana, è quello di violino. Quando il famoso artista - l'ex amante della madre - riappare nelle loro vite per girare un video musicale, la mamma di Isabelle insiste perchè la bambina vi compaia, suonando lo strumento che sa ormai maneggiare. "Il giorno delle riprese ero eccitatissima: mamma era felice, mi truccava, mi pettinava i capelli. Quando vidi per la prima volta il mio vero padre sul set, colsi uno sguardo tra lui e mia madre e, anche se avevo 7 anni, capii tutto. Il video non è mai uscito, ma di quella giornata consevo una foto di lui che canta. Dietro, con calligrafia infantile, c'è scritto: "Questo è mio padre".
La mattina in cui Isabelle si ammala di anoressia - ancora senza saperlo - se la ricorda bene, perchè è la prima volta in vita sua che dice una bugia. Per rompere la monotonia dei giorni sempre uguali, simula un mal di pancia fortissimo e finisce all'ospedale. Il medico la visita e la misura e, quando scandisce il numero dei chili, Isabelle coglie nello sguardo della mamma un accenno di disappunto. "Avrei fatto qualsiasi cosa per renderla felice. Capii che per lei pesavo troppo. Così, da quel giorno, piano piano, smisi di mangiare".
Sono passati quasi 15 anni da quella mattina, e la donna che mi sta raccontando la sua vita quasi senza prendere fiato assomiglia a un fumetto uscito da una penna macabra e sofisticata: calottina nera in testa, lentiggini ripassate con la matita, un abito scollatissimo che rivela 31 chili di ossa e pelle affetta da psoriasi, ricoperta da una lanugine bionda e completamente nera sotto gli zigomi: gli effetti della denutrizione.
Si rigira tra le mani una stampa della campagna Nolita che la ritrae nuda e dice, di se stessa, "che orrore".
Dal giorno dello scatto, era lo scorso maggio, ha ripreso, dice, quattro chili. Dice che l'hanno aiutata quella foto e la trasmissione Le droit de savoir, dedicata alla sua storia dal canale francese TF1 dopo che un autore del programma è, per caso, incappato nel suo blog su Internet. "Mangio pochissimo, quasi nulla, ma ho smesso di vomitare. E comincio a distinguere il sapore delle cose. Ho assaggiato il gelato, è buonissimo", ride, rivelando un profilo appuntito dalla magrezza e dagli interventi chirurgici a cui si è sottoposta. "Mi sono rifatta il naso e il mento, due anni fa. Non erano molto diversi da come sono ora, ma l'ossessione per quella parte del corpo che mia madre continuava a coprire con le sciarpe, evidentemente, me la sono portata dietro anche io".
Molto altro si è portata dietro di quella mamma a cui non riesce, nonostante tutto, a non volrere bene, e che ha perdonato "perchè non c'era altro che potessi fare". Adesso vivono lontane: la madre a Parigi, Isabelle a Marsiglia perchè lì c'è il mare e "viene voglia di vivere". Ma si sentono spesso e il giudizio di sua madre è, per lei, ancora molto importante. Della trasmissione tv non ha detto quasi nulla. Di questa campagna-shock, però, non è affatto contenta.
"Mi dispiace che non la approvi" dice Isabelle, "ma per me è importante che la gente sappia, e veda davvero, a che cosa può portare l'anoressia. Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo: adesso voglio mostrarmi senza paura, anche se so che il mio corpo ripugna. Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d'aiuto a chi è caduto, o ha la tentazione di cadere, nella trappola da cui io sto cercando di uscire. Ho tanti sogni per il mio futuro. Ho studiato recitazione, vorrei fare l'attrice di teatro. Vorrei una famiglia, dei bambini". Abbassa lo sguardo, abbassa la voce: "Vorrei vivere".
Non giratevi dall'altra parte quando incontrerete Isabelle.
LaDamaDelLago || 15:20 ||
venerdì, 28 settembre 2007
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Poeta
Un poeta descrive solo ciò che sente.
Un poeta non parla di verità o di certezze. Nei suoi versi può benedire il vento per la gioia che gli ha donato e il giorno dopo maledirlo per avergliela portata via.
Un poeta non sa nulla, semplicemente osserva e comunica le sue visioni.
Un poeta non ha consigli da dare.
Un poeta non sbaglia mai o forse sbaglia continuamente ma la poesia non si preoccupa degli errori.
La poesia si occupa del mistero. E quando sveli il mistero... un poeta muore.

Photo by John Sercel
privateoutrage || 13:39 ||
venerdì, 28 settembre 2007
commenti ||
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Ciao famigliola…Tutto bene???Che mi dite???Mah,io il solito.Nulla di nuovo e quasi tutto vecchio,anche se meglio del vecchissimo.(Giri di parole=Esaurimento da studio).Le mie giornate trascorrono tranquille…Stile casalinga disperata,anche se forse lì,nella serie tv stile americana,è un po’ tutto troppo eccessivo e non ha niente a che fare con le cose che faccio io.No no…Il mio è solo un riferimento al nome.Pulizia casa,cucina,Geffry e studio.Wow,esilarante!!!Lo so,lo so che mi invidiate!!!Ehhh,ve lo dico io….Passavo di qui giusto per farvi un saluto…Buonanotte…
Fadili || 23:04 ||
giovedì, 27 settembre 2007
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Buongiorno famiglia...Come state?Spero bene.
E' da un pò di tempo che non lascio un segno sul blog e mi dispiace,ma è stato un periodo un pò così.
Ho preferito allontanarmi da Internet per non rifurgiarmici.Sarebbe stato peggio.Non so se qualcuno di voi è andato a visitare il mio blog personale,e se non ci siete andati fa nulla,ma avevo scritto chiuso per ferie.Non intendevo tanto sole,mare,spiaggia e quant'altro c'è di bello.
Semplicemente non avevo voglia di sentir nessuno.Non avevo ispirazione per scrivere e non mi è ancora tornata del tutto.E per me è molto importante.Non riesco a scrivere senza,anche se racconto la mia semplice quotidianità.Ma adesso basta parlare di me...Voi,cosa mi raccontate di bello?Ma io nulla di che.Adesso stò aspettando che ricominci l'università.Almeno mi svago un po’ di più.Ho notato che ci sono nuovi membri della famiglia.Mi fa molto piacere.Benvenuti/e a tutti/e.Spero che vi troverete bene.
C’è un’omaggio per tutti voi,ma soprattutto è dedicato al “papà”di questa famiglia:Ariete.
La favola con annessa colazione…Anche se è quasi ora di pranzo,ma tanto ci sono sempre le persone che dormono fino a tardi…
LA FAVOLA SULL’AMICIZIA
Quando l'amico vi confida il suo pensiero,non negategli la vostra approvazione,né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace,il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:nell'amicizia ogni pensiero,ogni desiderio,ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,fate che ne conosca anche la piena.Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?Cercatelo sempre nelle ore di vita.Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno,ma non il vostro vuoto.E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Gibran Kalhil Gibran


Buona colazione…
Un bacio a tutti/e e buona giornata
Fadili || 12:08 ||
sabato, 22 settembre 2007
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